Ci sono seste e seste, suvvia. Ci sono seste flappe, seste mosce, seste a pera, seste coppa B, seste su di un vitino da vespa. Però la sesta è sempre e comunque tanta roba, ed alzi la mano (quantomeno non abbassatela, schifosi!!) chi non se la sente di confermarlo alla luce della vittoria stagionale numero sei per l’armata biancorossa. Gli Speroni ben sapevano la fondamentale importanza del confronto odierno, e da squadra ormai consapevole ed equilibrata quali sono decidono di presentarsi a roster completo: dodici guerrieri affamati di trionfo contro l’esiguo numero contrario degli atleti ceramici…roba da Termopili, s’intende. E proprio come gli Spartani alle porte del Peloponneso si batte Casalgrande, mai doma e dal buon avvio, sempre pronta a rintuzzar gli attacchi dei santantoniani tenendoli a stretto contatto, con il numero venticinque nero a vestire i panni di Leonida. Le rinuce ai centrimetri verticali di Violi e Comastri avvantaggiano i giro-vita abbondanti della truppa ceramica, a ciò si aggiunga che Orlandini Sr nel primo tempo pare giochi in dicembre tra Novellara e Reggiolo, tant’è la nebbia che gli nasconde il canestro. Pure Gimmione “capitano” Crema avverte il Jet-leg e nell’avviare la manovra è agile come un autoarticolato. Sant’Antonio segna, ma non prende in mano la gara, difende male, attacca solo dal perimetro, e all’intervallo la gara è ancora da equilibristi circensi. Nel terzo quarto la Virtus osa addirittura mettere il nasino avanti per tre volte, sebbene non riesca ad andare al di là del minimo scarto. Proprio in questo momento si accende l’anima bagnolese degli Speroni, con la dupla Gallingani-Rebecchi professionista nel taglia-cuci. Contestualmente cade il gettone nella macchinetta Caraffi, che da Moka usurata e dal filtro difettoso si trasforma in una “Gruppo Argenta” da corridoi scolastici: Pallone infila il Canestro come Palettina cade nel Bicchierino: vittoria o caffè, scegliete voi ciò che v’aggrada, entrambi son serviti.
Pagellone:
Masini voto 5.5: due punti in avvio, di panza e di sostanza. Poi tanti falli e poca lucidità, il risultato finale è un’ovvio scarso minutaggio. Inoltre il pubblico deve attendere ben 19 minuti e 24 secondi prima di vedere finalmente il classico fallo di frustrazione definito dal gomito alto e dalle manina alzata sinonimo di pronte scuse. C’è gente che paga il biglietto, certa roba la si fa prima e la si ripete almeno altre tre volte. (Poco) Prodigo.
Crema voto5.5: non era la sua gara, probabilmente. Perchè Sant’Antonio la vive di corsa, come un Freccia(Bianco)Rossa e il palleggio ordinato alla Bonora del capitano risulta limitante. Mette un bel canestro in girata-sottomano, amministra la rotazione perimetrale della boccia, ma a tabellino il numero 17 è scritto quasi mai dall’avvenente refertista. E dal Gimmione si pretende sempre l’uovo e la gallina.
Caraffi voto 7.5: il maschio alfa del PalaSperone. Redarguisce i compagni quando vede la tenuta difensiva sfaldarsi. Nel finale del terzo quarto si prende un tiro corredato da finta a fil di sirena che vale moralmente dieci punti. Gelido nei momenti importanti, caldo nei time-out, lesto nell’offendere, rapido nel tappare. Serse je fa ‘na pippa.
Viani voto 6: riprende confidenza col campo, dopo la scazzottata da Pub britannico che l’ha costretto lontano dal parquet (sè, magari!)
Orlandini Sr voto 6.5: avesse giocato la prima frazione come la seconda sarei finito a letto almeno venti minuti prima. Invece in avvio Varenne ha gamba moscia e mano tremula, poco stallone, molto liceale impacciato. Poi il finale di gara lo galvanizza, torna a trottare in contropiede e ad azzeccare qualche “ciuffo” che contribuisce a scacciare Casalgrande lontano nel computo totale. GiANO bifronte, ma perdonato.
Orlandini Jr voto 6.5: in attacco patisce davvero parecchio sè stesso. Ovvero la pigrizia insita nel suo basket, la continua ricerca di soluzioni perimetrali, l’abitudine ad ergersi terminale del gioco, sebbene costi qualche forzatura. Poi in difesa fa il gigante, stoppastringesaltarecupera, e gli si perdona tutto. Però caro Fillo, facce ‘na negrata una volta: prendi palla sulla linea dell’area, e tira dritto per dritto con palleggio salto e appoggio! Che negli amatori lo riesci a fare pure bendato.
Prampolini voto 5: vabbè ma tanto mica se la prende! Non era lui! L’ho guardato bene e quello di ieri sera correva diverso, tirava diversamente, aveva il naso un pò più grande e un sopracciglio più alto dell’altro. Il Prampolini quello vero ieri sera era a Rio de Janeiro con Ronaldinho, Edmundo e Sergio Mendes. Ballava Bossanova in attesa del Martedì grasso.
Ugolotti voto 6: una manciata di minuti in cui offensivamente gira al largo dal canestro, difensivamente rifila manate fallose a destra e a manca. E oggi le pagelle le scrivo io, perciò il fallo è sempre apprezzato. (Senza doppi sensi eh!)
Rebecchi voto 6.5: tra tutti i coraggiosi biancorossi che si cimentano nella gestione della sfera a spicchi risulta certamente il più efficace. Il suo basket fondato sulla difesa asfissiante e sulla rapida transizione viene applicato alla perfezione dai compagni, lui risulta pertanto il Muti dell’orchestra speronea. Quando s’ingobbisce e si getta con la daga sguainata in mezzo alle canotte nere, fingendo la ricerca del canestro per scaricare caramelle alle bocche da fuoco biancorosse entusiasma pure il Patron PRESTIGIOSO.
Gallingani voto 7.5: gli Speroni stasera sono bassini, e gli chiedono man forte. Masini si chiama fuori per falli e per fiato per lunghi tratti di gara, ma il Torrazzo di Bagnolo risponde sempre: “ci ssò io!” Dalla media e dalla corta distanza la sua manina vellutata incendia le retine casalgrandesi, in difesa piazza una stoppatona pesante e pare la Dea Kalì perchè le sue braccia e le sue mani sono ovunque. Giovin virgulto del vivaio biancorosso, orgoglio di casa speronea. SEI IL NOSTRO BALOTELLI!!!
Ferretti voto 6.5: c’ha una “garra” sto ragazzo che pare Simeone. In attacco non incide poichè non si trova mai in condizione di sparare a visuale libera, ma in difesa è gommoso e contorsionistico nel suo costante appiccicarsi all’avversario. Utile soldatino di caucciù.
Boschini voto 6.5: minuti pochi e sudore molto. Per assenza di centimetri affianca il “totem” Masini sotto le plance, piazza un tap-in di rara lestezza…poi il fattaccio. Corre il minuto 13 quando Boschini afferra con le sue doppie manone un rimbalzone offensivo. Stretto nella morsa ceramica, difende con caparbietà il boccione, quando ad un certo punto la linea di fondo inizia a venirgli incontro. Lui non la vuole, la respinge, tenta di difendersi, ma lei, quella sventurata vestita di lattice bianco, inesorabile passa sotto ai suoi piedi. Giorgio è già stato istruito e stamattina sostituirà la malandrina riga di fondocampo. Non si può rovinare così uno dei miglior Bosco della stagione. “Fuser, Fuser, Fuser è ritornato…ma guardo fuori, e c’è solo il prato…”
By Violi







